04:50 pm, joelgoodson
text
Paure

Paura di morire: nooo

Paura di vivere: si, se non al massimo!


11:20 am, joelgoodson
2 note
text
Sanuk l’esotico

Lui è un trovatello. E’ arrivato la sera prima di una ricorrenza importante. Un anno dopo lo squarcio più profondo della mia vita. 

E’ esotico. Viene dalla moderna Thailandia. Una volta Siam. Paese conosciuto oggi per quello che non è, nel suo intimo nel suo non-turistico.

Anche la Thailandia era arrivata per caso nella mia vita e la sua cultura mi è rimasta dentro. Quella dei popoli e dei villaggi di provincia.

Con se porta una storia, spero la meno sofferente possibile. Porta una “cultura” che noi abbiamo deciso di adottare. E per questo abbiamo deciso di chiamarlo Sanuk. Per ricordarci che il caso ha voluto che ci occupassimo di lui:

“Sanuk” in Thailandia significa godersi la vita, vivere in allegria, non prendersi troppi pensieri. Sanuk è prendere la vita con filosofia, senza preoccuparsi troppo del domani: tutti i fatti della vita, anche le malattie e i problemi quotidiani vanno presi con una buona dose di sanuk.

Questo è quello che farò!


12:00 pm, joelgoodson
text
Qui. Adesso.

La vita non è dopo. La vita non è quando. La vita è questa. Qui. Adesso.


02:10 pm, joelgoodson
text
That’s all folks!

Ieri ho passato il mio 15159° gg di vita con qualche amico, molto cibo, un po’ di musica e del buon vino. Qualche pensiero è andato a chi non c’è più. Il 15160° giorno è iniziato con qualche augurio e buon proposito in più e probabilmente qualche neurone in meno. That’s all folks!


10:08 am, joelgoodson
1 nota
text
Stelle che cadono dentro

Stamattina è iniziata come tante. Sorda. Lenta e apatica. Incapace di darmi quella energia che mi serve anche solo per alzarmi dal letto. Quasi le lenzuola fossero di ghisa e il piumone di cemento. Sotterrato vivo sotto il peso degli eventi.

Niente paura ci pensa la vita mi han detto così

Appoggio prima il piede desto oggi. Rivoluzione di un uomo abitudinario. Alzo la tazza del caffè e mi lavo i denti con la mano sinistra; estremo gesto di protesta nei confronti di un Dio che non sembra ascoltare le mie preghiere.

e il cielo promette di tutto ma resta nascosto dietro il suo blu

Tutto ha preso una piega frenetica. Veloce. Perché tutta questa fretta? Fosse un bel posto almeno quello in cui stiamo andando. Ed io sono incapace di seguire il passo. Non ci riuscirei neanche se andassimo in folle. Non sarebbe possibile sopportare neanche il movimento derivante dall’inerzia.

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare

Ho bisogno di tempo che so di non avere più. Di emozioni che vorrei ancora poter condividere. Rimpianti e rimorsi si mescolano dando un senso contemporaneo di ansia e svuotamento. Colpe e azioni; montagne insormontabili e pulviscoli di sabbia spazzati dal vento nello stesso momento.

A parte che gli anni passano per non ripassare più

E’ buio. Oggi ho corso per arrivare. In tempo. Credo di si. Ma in tempo per cosa. Guardo il letto. Le lenzuola. La luce di emergenza. Il tubo dell’ossigeno. La flebo che penzola dall’alto dei suoi moniti. Le bottiglie d’acqua sul tavolino e il vuoto in corridoio. Il rumore assordante dei miei pensieri.

Tira sempre un vento che non cambia niente

Non so da quanto ormai sono qui accovacciato. Sguardo fisso sul suo viso. Gli occhi ogni tanto si bagnano. Il cuore affoga e poi riemerge in un movimento perpetuo. So che dovrebbe essere il momento dei saluti. Tanto temuto.

E anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro

Questa stella si sta spegnendo. Si frantumerà e la sua onda d’urto mi travolgerà spazzando via molto di quello che sono. So che prima o poi dentro di me qualcosa esploderà e farà un male cane. È impossibile immaginare una vita senza di lei.

Seduto sugli argini del fiume vedrò la mia anima passare trasportata esanime dalla corrente in attesa di una nuova vita, della prossima vita, capace di dare un senso a tutto questo.


12:24 pm, joelgoodson
text
Una goccia si stacca

Una goccia si stacca dal cielo. Veloce. Scende. Si gela e diventa neve. Con altri fiocchi danza lenta fino a posarsi a terra. Si scioglie. Torna ad essere acqua.

Io ho bevuto quell’acqua. Me ne sono intriso fino a colmarmi dei suoi valori; della sua forza; della sua voglia di vivere. Marchio indelebile che risplende il suo nome. Consapevole del fatto che una intera vita non basterebbe a ridare quanto mi ha dato. E allora se mi vedete piangere ditemi di smettere perchè quell’acqua è una fonte di vita preziosa. Non va sprecata. Voglio tenerla con me in eterno.